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Da Canova A Modigliani

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Da CANOVA a MODIGLIANI, Il Volto dell'Ottocento
Padova


Gli appassionati d’arte non possono quindi mancare alla visita guidata che faremo Domenica 23 gennaio 2011 alla mostra “Da Canova a Modigliani – Il volto dell’Ottocento” a Palazzo Zabarella di Padova.
Al pomeriggio è prevista un itinerario con guida presso il centro storico di Padova, che si concluderà, per chi è interessato, con la visita alla
Cappella degli Scrovegni dipinta da Giotto.

Visto l’elevato costo degli ingressi ai monumenti, abbiamo previsto due possibilità con relativi costi
(il pranzo è libero):
-
€ 33,00 per chi vuole visitare la mostra e la città
-
€ 42,00 per chi è interessato ad entrare anche alla Cappella degli Scrovegni (massimo 24 persone).

Gli interessati all’atto dell’iscrizione dovranno pertanto comunicare a quale percorso intendono iscriversi e versare una caparra di euro 15,00.

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da Canova a Modigliani
il volto dell’Ottocento
Padova, Palazzo Zabarella, 2 ottobre 2010 – 27 febbraio 2011
Cento ritratti, cento storie, cent’anni di straordinaria arte, da Canova a Modigliani.

Canova e Modigliani. Personalità che più diverse non si può, così come diversissimo è il mondo che rappresentano.
Eppure tra i due non passa più di un secolo, cent’anni, un soffio nella storia.
Ma furono cent’anni particolari, di cambiamenti mai prima vissuti, cent’anni di sconvolgimenti che, nel bene o nel male, hanno letteralmente stravolto la geografia stessa del mondo.

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Anche per questo la mostra di Palazzo Zabarella ha il fascino di una grande, domestica “epopea”, un potente, ammaliante racconto per immagini. Capace di trasmettere, come solo i grandi artisti ed i grandi registi sanno fare, storie, sentimenti, personalità unicamente utilizzando un particolare, uno sguardo, un volto.
Ad essere ritratti non sono re e regine, generali o prelati ma uomini e donne della borghesia, a rimarcare come la Storia sia fatta di tante, apparentemente piccole, storie.
Vengono in mente certi romanzi di Stendhal, Tolstoj, Thomas Mann ma soprattutto di Manzoni e d’Annunzio.
E, non a caso, viene in mente il cinema. Non a caso, perché taluni di questi ritratti costituirono modelli per inquadrature celebri, di Visconti, per fare un nome, il Visconti di Senso, del Gattopardo o di Morte a Venezia.
Questi oli, bellissimi, trasmettono vitalità, gioia, passione, raccontano stati d’animo, incidono personalità. Torna in mente la ricerca del volto dell’anima.
Personaggi noti e sconosciuti, messi in posa o ripresi, tanto per tornare al linguaggio cinematografico, in interni fastosi, in atti e atteggiamenti mondani o introspettivi, da soli o in gruppi familiari. Accoccolati su una panca di legno con accanto tre libri gialli e un cappello verde oppure parte di composizioni dove il paesaggio “vale” le figure che lo popolano.
E accanto agli oli le sculture, a comporre un dialogo perfetto, senza nessuna calata di tono, e a suggerire un sottile gioco di rinvii tra artisti ma anche tra effigiati, un ideale salotto che accoglie, di volta in volta, serate mondane, incontri familiari o di seduzione ma anche pause di tranquilla solitudine.
Nel secolo in cui torna potente la ricerca del vero, quasi un’ansia di scoprire la psiche umana, Canova e Modigliani demarcano i due confini temporali ma significativamente si incontrano nella scelta di idealizzare il ritratto.
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Canova, rendendo sublime il gusto per la perfezione classica, idealizza i potenti che ritrae, trasformandoli in moderni dei di un nuovo Parnaso. Modigliani allungando i colli, come non aveva osato nemmeno Parmigianino, propone, in pittura, una nuova dimensione che sembra fare sintesi della modernità di Picasso e Matisse. Non a caso, entrambi proiettai sulla scena internazionale, il primo per committenza e consacrazione, il secondo perché “italiano a Parigi”, come de Nittis o Boldini.
Tra Canova e Modigliani la mostra svela un secolo di artisti. Appiani, Hayez, Boldini, Boccioni, Thorvaldsen, Bertolini, Ingres, Molteni, Piccio, Fattori, Lega, Zandomeneghi, Cremona, Ranzoni, Pellizza da Volpedo, Tito, Corcos, Balla e Severini tra gli altri.
E’ sicuro che dopo aver visitato questa mostra nessuno, ma proprio nessuno, potrà più pensare al ritratto come “genere minore”, anzi!


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La Cappella degli Scrovegni, capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo, è considerato il ciclo più completo di affreschi realizzato dal grande maestro toscano nella sua maturità.
Colore e luce, poesia e pathos.
L'uomo e Dio.
Il senso della natura e della storia, il senso di umanità e di fede fusi assieme per narrare in un modo unico, irripetibile le storie della Madonna e di Cristo.
Giotto termina gli affreschi della Cappella entro i primi mesi del 1306.
In questa data "...la cappella presenta un'architettura molto semplice: un'aula rettangolare con volta a botte, un'elegante trifora gotica in facciata, alte e strette finestre sulla parete sud, un'abside poligonale poi sopraelevata per la cella campanaria".
Il ciclo pittorico della Cappella è sviluppato in tre temi principali: gli episodi della vita di Gioacchino e Anna (riquadri 1-6), gli episodi della vita di Maria (riquadri 7-13) e gli episodi della vita e morte di Cristo.
In basso a questi affreschi, una serie di riquadri illustra le allegorie dei Vizi e delle Virtù.



Per ulteriori informazioni potete:
Rivolgervi presso la sede del Circolo in Via Vettigano 1 a Campagnola Emilia (RE)
Telefonare allo 0522669342 oppure al 335343555.






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